Disimparando s’impara 0-99: date e temi

Disimparando s’impara 0-99 si svolge nello splendido Podere Calvanella, dove, un weekend al mese, da marzo a giugno, si tiene un incontro che dà vita ad una sorta di “comunità disimparante” che si incontra periodicamente.

Ciascun incontro inizia alle ore 16.00 del venerdì e termina alle ore 17.00 della domenica.

 

EDIZIONE 2018 a MONTERENZIO (BOLOGNA):

 

23-25 marzo: CHI EDUCA CHI? – La relazione non direttiva

Ma che cos’è questa “educazione”, su cui gli esseri umani sembrano irresistibilmente accanirsi una volta diventati genitori? Cos’è mai questa “educazione” che moltissimi adulti, dopo averla ricevuta da bambini, vanno a raccontare a psicologi e terapeuti, per superarla e vivere meglio?

È inevitabile, l’educazione, nella vita umana?

E soprattutto, chi riguarda?

Inoltre: siamo abbastanza educati, per educare?

In questo incontro vogliamo portare luce sui paradossi di ciò che chiamiamo educazione, interrogarci sulla relazione fra adulti e bambini, ribaltare il concetto della crescita come prerogativa di un unico periodo di vita iniziale delle persone. Se tutti, giovani e meno giovani, stiamo crescendo, in un percorso appassionante di prove ed errori, allora chi educa chi?

Un proverbio africano ammonisce: ci vuole un intero villaggio per far crescere un bambino. La crescita umana può avvenire al di fuori di un gruppo di appartenenza? La piccola famiglia isolata di oggi può fare le veci di una comunità?

E se il motore della crescita umana, a qualunque età, fosse semplicemente la pluralità di relazioni?

A marzo, Disimparando s’impara lancia la sfida di essere umani insieme, di vivere le relazioni superando le categorie in cui la nostra cultura ci ha divisi (bambini, adulti, anziani), e sperimentare la crescita come interrelazione fra persone, senza che l’età ci limiti o ci costringa in determinati ruoli.

 

27-29 aprile: COMUNICARE È ASCOLTARE – Abbandonare la pratica del parlare e imparare l’arte dell’ascolto

L’ascolto non è solo silenzio, e il silenzio non è solo assenza di parole.

Dopo migliaia di anni di evoluzione della vita umana, la comunicazione non verbale rimane ancora la percentuale più alta della nostra modalità di espressione. Essa è radicata alla nostra parte selvatica, in cui risiede la nostra vitalità più pura, l’anello che fortemente ci lega alla nostra infanzia. È una comunicazione che avviene in silenzio, in cui ascoltare ed esprimersi sono un tutt’uno.

E anche quando parliamo, parlare è solo un piccolo spicchio della comunicazione, la cui grandezza risiede di nuovo nell’ascolto.

Mancare nell’ascolto impoverisce le nostre relazioni, fino a deteriorarle, e a farci sentire incompresi e incapaci di raggiungere l’altro.

In questo incontro, la sfida è rovesciare le concezioni della comunicazione adulti-bambini e degli esseri umani in genere, per liberare tutte le potenzialità che rimangono assopite e soffocate ogni volta che rinunciamo all’espressione, nostra o degli altri.

 

18-20 maggio: SE TU MI INSEGNI, IO IMPARO? – Disimparare ad insegnare

Nella vita non si può fare a meno di imparare: un impulso vitale forte, vigoroso, attento e curioso spinge l’essere umano a scoprire e apprendere fin dai primi istanti di vita. Che cosa allora spinge il mondo adulto a inserire la coercizione nell’apprendimento tanto da istituire la parola “obbligo” nella scuola? Che cosa mai può togliere dall’apprendimento il suo carattere avventuroso e trasformarlo in qualcosa di noioso e avvilente?

Proviamo a disimparare gli schemi unilaterali della concezione “io insegno, tu impari”, per scoprire gli itinerari divergenti dell’apprendimento libero ed esperienziale, in noi stessi e nei bambini, dalla nascita in poi.

Allargare la concezione dell’apprendimento fuori dalla scuola, per ricomprendere e reinventare quello della scuola.

Scoprire la saggezza insita nella vita.

Scoprire le arti come strumenti per sostenere l’apprendimento come esperienza totalizzante nella vita umana.

 

8-10 giugno: ARTE DELLA DISEDUCAZIONE – Oltre i confini del mito del bambino buono e della brava bambina

Spesso gli adulti confondono l’educazione con l’educazione morale, e spesso per morale intendono quell’insieme di costrizioni che garantiscono che il bambino sia gestito e non dia fastidio, e che il proprio mondo di adulto non sia messo in crisi dalle prospettive innovative, in quanto frizzanti d’entusiasmo e vitalità, di quel piccolo, ultimo arrivato.

Sonderemo il mistero educativo per cui l’adulto spesso vive la relazione con l’infanzia come una battaglia accanita per estirpare, controllare, azzittire, fermare. E per capire cosa e chi veramente viene estirpato, controllato, azzittito, fermato, e infine derubato della più pura gioia di vivere.

Ma sonderemo pure gli equivoci tipici di quegli adulti che confondono libertà con non occuparsi, e autonomia dei bambini con assenza e mancanza di relazione con l’adulto.

Nella convinzione che ci sia un territorio relazionale di mezzo, fra la battaglia educativa e il completo lassez-faire, ancora poco esplorato e conosciuto, eppure assolutamente naturale e di competenza umana.

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