Disimparare come percorso universitario

Da tanto tempo qui sul sito di Disimparando s’impara non pubblichiamo articoli.

La vita è stata molto intensa e gli schermi ci attraggono meno degli incontri di persona con esseri umani e non umani.

Ci è sembrato però che potesse stare bene qui un’intervista che è uscita da poco a Debora T. Stenta, una delle fondatrici di questo progetto.

Potete leggerla qui.

Un piccolo estratto come assaggio:

“La vita mi ha dato l’occasione di incontrare persone incredibili, esseri umani che vivono in modo resiliente e coraggioso, senza lasciarsi distrarre dagli obblighi su cui si radica la nostra cultura. Persone che non hanno avuto paura di andare contro corrente, anime che hanno saputo far fiorire la propria libertà di espressione. Ecco, vorrei che fossero proprio loro i primi “insegnanti” di questa nuova “accademia”. 

E vorrei che infondessero nello spirito dei loro “allievi” la stessa resilienza che hanno dimostrato nella vita, la stessa audacia nel seguire i propri sogni.

L’università del disapprendimento è selvatica e include anche la mia passione per “outdoor education” ed “experiential learning”, dove impari se fai, se tocchi, se esplori, se sbagli e riprovi; dove si apprende non più sui libri ma insieme a chi quei libri li ha scritti. 

L’obiettivo è quello di dare a tutti, giovani e non, l’occasione di esprimere l’incredibile potenziale che risiede in ognuno di noi, con fiducia e fierezza, sentendosi liberi di essere ciò che più si vuole, lasciandosi condurre da ciò che più muove al servizio verso la vita.

Così la stiamo costruendo, a diretto contatto con la terra e con le persone che la abitano con rispetto e gentilezza, elevandosi dal concetto di essere solo suoi figli ma diventandone i custodi, gli amanti. Perché il nostro posto è insieme a quello delle altre specie viventi su questo pianeta, che è esso stesso vivente e ama noi tanto quanto ama una zanzara, senza distinzioni di valore.

Le generazioni del presente possono ricollegarsi con l’essenza della vita e ricominciare a vivere con l’entusiasmo e la magia che accendono gli animi dei bambini, saggi maestri, che sanno ancora cogliere il messaggio di un fiore, mentre noi adulti spesso abbiamo bisogno di risvegliare ciò che ci permette di cogliere quel messaggio. 

Così, di nuovo vivi e connessi, potremo godere dell’infinita bellezza in cui siamo immersi”.

Ci vedremo presto nelle non aule dell’università…

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